Il 25 settembre 2026, Papa Leone XIV ha compiuto una visita ufficiale alla sede dell’UNESCO a Parigi, la prima visita di un Pontefice all’Organizzazione dopo quella di Papa Giovanni Paolo II nel 1980. La visita ha offerto l’occasione per riaffermare la lunga collaborazione tra la Santa Sede e l’UNESCO e per riflettere su alcune delle principali sfide che l’umanità si trova ad affrontare, in particolare sull’impatto della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale sulla dignità umana, sull’educazione e sui giovani.
Accogliendo il Santo Padre, il Direttore Generale dell’UNESCO, Khaled El-Enany, ha ricordato i consolidati legami tra l’Organizzazione e la Santa Sede, che gode dello status di Osservatore Permanente presso l’UNESCO dal 1952. Ha inoltre sottolineato il significato della scelta di Papa Leone XIV di visitare l’UNESCO quale prima organizzazione internazionale fuori Roma a ricevere una sua visita ufficiale durante il pontificato.
Un momento simbolico della visita si è svolto nella Piazza della Tolleranza dell’UNESCO, dove Papa Leone XIV e il Direttore Generale hanno innaffiato insieme l’Ulivo della Pace. È stato inoltre richiamato l’incipit della Costituzione dell’UNESCO, secondo cui, poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace. Il gesto ha sottolineato l’impegno condiviso della Santa Sede e dell’UNESCO nella promozione di una cultura della pace attraverso l’educazione, il dialogo e la cooperazione internazionale.
Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha descritto l’UNESCO come un luogo nel quale l’umanità può riflettere su se stessa, sulla propria storia e sul proprio futuro. Ha sottolineato che gli accordi e i trattati internazionali, pur essendo indispensabili, non possono da soli garantire la pace: devono essere accompagnati da una cultura della pace e da un impegno condiviso capace di sostenerli.
Una parte centrale dell’intervento del Papa ha riguardato le profonde trasformazioni determinate dall’era digitale e dall’intelligenza artificiale. Rivolgendosi a un pubblico di circa 1.400 persone, Papa Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulla distinzione tra la crescente disponibilità di informazioni e l’autentica conoscenza e sapienza umana. Se da un lato la comunicazione è diventata più rapida e le informazioni più abbondanti, dall’altro ciò non rende necessariamente la comunicazione più veritiera né la conoscenza più significativa. L’intelligenza artificiale, ha osservato, può elaborare e mettere in relazione enormi quantità di dati, ma non può rispondere alle domande fondamentali sul significato dell’esistenza umana, che rimane radicato nell’esperienza vissuta della persona.
Il Santo Padre ha pertanto sottolineato l’importanza di salvaguardare quelle qualità che sono proprie dell’intelligenza umana, tra cui il pensiero critico e la ricerca della verità. In tale contesto, ha espresso apprezzamento per il lavoro dell’UNESCO nel campo della Media and Information Literacy, sottolineando lo stretto legame tra le sfide della comunicazione e quelle dell’educazione.
Particolare attenzione è stata dedicata ai bambini e ai giovani. Papa Leone XIV ha invitato la comunità internazionale a garantire che la loro vulnerabilità nell’ambiente digitale non diventi mai un’occasione di sfruttamento. Le nuove tecnologie, ha sottolineato, dovrebbero contribuire alla loro crescita, alla loro educazione e alle loro relazioni, salvaguardando al contempo la libertà di pensare e di discernere e rimanendo al servizio della dignità della persona umana.
Tali preoccupazioni sono state anche al centro del Forum on Youth in the Age of AI dell’UNESCO, svoltosi nella stessa giornata. Studiosi, filosofi, scienziati, artisti e creatori di contenuti hanno discusso le conseguenze dell’intelligenza artificiale per la cultura, l’educazione e l’accesso all’informazione, prestando particolare attenzione alla responsabilizzazione dei giovani e alle condizioni necessarie affinché la tecnologia accresca, anziché ridurre, la loro libertà, capacità di giudizio e creatività.
La visita ha inoltre evidenziato la convergenza tra la Santa Sede e l’UNESCO sulla necessità che lo sviluppo tecnologico rimanga incentrato sulla persona umana. Il Direttore Generale El-Enany ha sottolineato gli sforzi dell’UNESCO per promuovere un’intelligenza artificiale al servizio delle persone e ha indicato nell’Organizzazione un’importante piattaforma per aiutare i giovani a comprendere e padroneggiare queste tecnologie e a utilizzarle come strumenti capaci di offrire opportunità e favorire la loro piena partecipazione.
Concludendo la visita, Papa Leone XIV ha ringraziato l’UNESCO e il suo personale per l’impegno nel promuovere la pace attraverso l’educazione, la scienza e la cultura. Ha espresso l’auspicio che l’incontro possa rafforzare la consapevolezza di appartenere a un’unica famiglia umana e ha rivolto un messaggio particolare ai giovani e alle loro aspirazioni alla giustizia.
La visita ha così riaffermato il consolidato rapporto tra la Santa Sede e l’UNESCO e il loro comune impegno a favore della cooperazione internazionale, della pace e della tutela della dignità umana, in un momento in cui la rapidità dei cambiamenti tecnologici pone nuovi interrogativi sulla conoscenza, sull’educazione e sul significato stesso dell’essere umano.