Nel corso della sua visita alla sede dell’UNESCO a Parigi, nell’ambito del Viaggio Apostolico in Francia, Papa Leone XIV ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché educazione, cultura, scienza e tecnologia rimangano saldamente al servizio della dignità umana, della verità e della pace.
A 46 anni dalla storica visita di San Giovanni Paolo II all’UNESCO, il Pontefice ha ricordato il lungo impegno della Santa Sede presso l’Organizzazione, dove è presente come Osservatore Permanente dal 1952, definendo l’UNESCO un interlocutore privilegiato nella promozione del bene comune e dello sviluppo integrale della persona.
Al centro del suo intervento, Leone XIV ha posto una domanda fondamentale: «Che cosa significa essere umani?». Una questione che, secondo il Papa, deve orientare anche l’educazione, che non può limitarsi alla trasmissione di competenze, ma deve aiutare le nuove generazioni a interrogarsi sul significato della vita e sulla responsabilità verso gli altri.
Particolare attenzione è stata dedicata alle trasformazioni prodotte dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale. Pur riconoscendone le grandi potenzialità, il Pontefice ha sottolineato la necessità di accompagnare il progresso scientifico con solidi riferimenti etici, evitando che la persona venga valutata unicamente secondo criteri di efficienza e produttività. Ha inoltre richiamato la necessità di proteggere bambini e giovani dai rischi dell’ambiente digitale e di utilizzare le nuove tecnologie a sostegno dell’educazione, delle relazioni e della capacità di discernimento.
Richiamando il principio fondativo dell’UNESCO secondo cui le difese della pace devono essere costruite anzitutto nella mente degli uomini, Leone XIV ha infine ricordato che «la pace non può essere costruita soltanto attraverso i trattati». Essa richiede giustizia, dialogo e fiducia reciproca, insieme alla capacità di riconoscere nell’altro un fratello o una sorella.
In un contesto internazionale segnato da conflitti, divisioni e crescente sfiducia, il Papa ha così indicato nell’educazione, nella ricerca della verità e nella cultura strumenti essenziali per costruire una convivenza capace di rispettare le differenze e, al tempo stesso, di riscoprire la comune appartenenza alla famiglia umana.