La dignità della persona umana è inviolabile in ogni fase dell’esistenza e non può essere subordinata all’età, alle capacità o al grado di autonomia dell’individuo. È questo il principio al centro dell’intervento di Mons. Roberto Campisi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’UNESCO, pronunciato a Parigi il 28 settembre in occasione della 33ª sessione del Comitato Internazionale di Bioetica (IBC) e della 14ª Sessione Straordinaria della Commissione Mondiale sull’Etica della Conoscenza Scientifica e Tecnologica (COMEST).

L’intervento si è concentrato su due questioni di particolare rilievo di fronte alle trasformazioni che attraversano le società contemporanee: l’invecchiamento della popolazione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa. Due ambiti differenti, ma accomunati da un interrogativo fondamentale: come garantire che i cambiamenti sociali, scientifici e tecnologici avvengano nel pieno rispetto della dignità della persona?

Sul tema dell’invecchiamento, Mons. Campisi ha sottolineato come l’aumento dell’aspettativa di vita, pur rappresentando un importante traguardo, richieda una riflessione più profonda sul significato dell’età avanzata e sulle situazioni di fragilità che possono accompagnarla. La dignità della persona, ha ricordato l’Osservatore Permanente, non viene meno con la perdita dell’autonomia o delle capacità individuali, ma deve essere riconosciuta e tutelata lungo l’intero arco dell’esistenza, dal concepimento alla morte naturale.

Un secondo punto dell’intervento ha riguardato l’intelligenza artificiale generativa e il suo crescente impatto sulla produzione, sulla valutazione e sulla diffusione della conoscenza. Le nuove tecnologie possono offrire un contributo significativo alla ricerca e facilitare l’accesso al sapere, ma il loro sviluppo solleva al tempo stesso importanti interrogativi sul ruolo della responsabilità e del discernimento umano.

In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non può sostituire il giudizio della persona né sollevare dalle proprie responsabilità coloro che producono, verificano e diffondono la conoscenza. Di fronte alle sfide poste tanto dall’invecchiamento della popolazione quanto dall’innovazione tecnologica, il criterio fondamentale indicato dalla Santa Sede rimane dunque la centralità della persona. Il progresso scientifico e tecnologico trova il suo pieno significato quando è posto al servizio dell’essere umano, della sua dignità e del bene comune.