Nel corso della 224ª sessione del Consiglio Esecutivo dell’UNESCO, monsignor Roberto Campisi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione, è intervenuto su alcune delle principali sfide che interessano i settori dell’educazione, della cultura e della comunicazione, richiamando la centralità della dignità umana e del bene comune.

In ambito educativo, Campisi ha sottolineato l’importanza di una formazione integrale della persona, richiamando i principi del Patto Mondiale per l’Educazione. Particolare attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale e alle tecnologie digitali. La questione, ha evidenziato, non è soltanto tecnologica, ma anche antropologica: occorre infatti considerare l’impatto degli ambienti digitali sull’attenzione, sulle emozioni, sul pensiero e sull’immaginazione. In questa prospettiva, la Santa Sede guarda con interesse alla creazione dell’Osservatorio UNESCO sull’intelligenza artificiale nell’istruzione.

L’intervento si è soffermato anche sulla protezione del patrimonio culturale e religioso nei contesti di conflitto, con particolare riferimento all’Ucraina e al Medio Oriente. La distruzione di monumenti, luoghi di culto e altri beni culturali può tradursi nella perdita dell’identità e della memoria collettiva delle popolazioni. La loro tutela rappresenta pertanto non soltanto un obbligo giuridico e morale, ma anche un elemento essenziale per la resilienza delle comunità e per i futuri processi di riconciliazione e ricostruzione.

Sul fronte della comunicazione, Campisi ha infine richiamato l’importanza della libertà di espressione, della sicurezza dei giornalisti e dell’educazione ai media. Soprattutto nei contesti di guerra, l’informazione non deve trasformarsi in propaganda. La comunicazione è chiamata invece a rimanere al servizio della verità e del bene comune, contrastando la disinformazione e contribuendo a superare polarizzazioni e divisioni attraverso un uso responsabile ed etico delle nuove tecnologie.